Non si è capito ancora in Italia, che l’attacco speculativo contro i nostri Titoli, non è dovuto ai limiti (enormi) del nostro governo nel mettere in pratica i provvedimenti adeguati per sistemare il nostro Debito Pubblico (il terzo peggiore del Mondo), ma piuttosto per indebolire ancora di più l’Eurozona. Colpiscono l’Italia, perché non possono sparare sull’ambulanza greca, e colpendo il nostro Paese vogliono colpire l’Europa, perché gli speculatori che non hanno avuto modo di mettere le mani nelle aziende in odore di fallimento negli Stati Uniti, perché salvati da Obama il Socialista, ora vogliono che le banche francesi che sono colme di titoli greci che valgono meno della cartastraccia, falliscono e poter così mettere le mani dentro il sistema bancario continentale. Siamo di fronte ad una guerra mai dichiarata dentro il sistema bancario internazionale; si vogliono riscrivere gli equilibri tra Euro e Dollaro, tra Europa e Stati Uniti. Una guerra simile a quella che in Sicilia si ebbe tra la vecchia Mafia e quella Giovane. Il sistema finanziario e bancario americano, cerca di riprendersi un ruolo che gli spetta in questa parte del pianeta, anche perché con i conflitti che abbiamo avuto (Balcani, Afghanistan, Iraq e Libia) c’è da riordinare i vincoli di precedenza nel gestire immensi valori finanziari, per ricostruzioni e per appalti nel settore petrolifero e del gas. Gli americani stanno perdendo terreno e ruolo in tutto questo, e lo stanno perdendo anche nei rapporti con il mondo arabo, con la Russia e con la Cina. L’Euro, da quel punto di vista, a rimesso in gioco molti (forse troppi) rapporti di forza, e gli Stati Uniti hanno preso sottogamba l’avvento della moneta europea, e cercano di correre ai ripari con l’unico modo possibile, con una guerra finanziaria in campo valutario e non solo. A questo punto, quanto tutto si ristabilirà ad un livello di guardia, l’Europa ne uscirà più forte che mai, e sarà l’inizio di un periodo, che io non escludo possa portare anche ad un conflitto militare tra Europa e Stati Uniti.