Orgogli e pregiudizi.

C’è un ministro in Italia che si vanta di avere la pelle scura. E’ orgoglioso di essere africano di nascita. A Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, dubito che condivideranno che essere nero sia un orgoglio, come non lo è essere bianco o giallo. Non deve essere un orgoglio essere cristiano, ebreo o musulmano o maschio, femmina, transgender, eterosessuale o omosessuale. Ognuno di noi deve essere orgoglioso di essere onesto in un mondo di ladri, di essere capace in un mondo di incapaci, di essere tollerante in un mondo di razzisti. Chiunque sostiene di essere orgoglioso semplicemente per il proprio colore della pelle, evidentemente non può essere orgoglioso per le cose importanti ed è una persona colma di pregiudizi, che non merita nemmeno di ricoprire la carica di consigliere di circoscrizione, figuriamoci se merita di ricoprire la carica di ministro.

Libertà con i se e con i ma.

Con la  definizione Europa Occidentale, intendiamo ben 25 nazioni (Italia inclusa). Secondo il rapporto più aggiornato di Freedom House, in questa parte del vecchio continente, vi sono 23 nazioni totalmente libere per quanto riguarda la libertà di stampa e di informazione e due invece sono classificate come parzialmente libere. Queste due sono Italia (penultima) e Turchia (ultima). La cosa curiosa è che l’Italia è parzialmente libera per quanto riguarda la Stampa, ma è totalmente libera per quanto riguarda Internet. E’ per questo, quindi, che ad ogni nuova legislatura c’è sempre qualcuno che per una scusa o un’altra, tira in ballo Internet e ciò che ne fa parte, per sostenere la necessità di introdurre leggi restrittive a riguardo. Questo qualcuno è ovviamente un politico, non ha importanza di quale schieramento, maggioranza od opposizione. L’ultimo in ordine di arrivo è il presidente della Camera dei Deputati, che ritiene che Internet e tutto ciò che contiene va equiparato al “paese reale” e quindi sottomesso alle leggi applicate al “paese reale”. Parrebbe che qualcuno abbia minacciato su Facebook la signora Boldrini. Ottima scusa per tornare alla carica contro la Rete. Così almeno l’Italia sarà più coerente con se stessa: parzialmente libera la Stampa e parzialmente libera la Rete.