Per quale motivo, un gruppo anarchico avrebbe dovuto fare un attentato in una caserma dell’Esercito italiano? Portando al ferimento grave di un ufficiale della Folgore? L’anarchismo imperversa in Italia dall’Ottocento e mise i suoi primi passi posizionandosi specularmente al marxismo. Persino il Bakunin, trovò terreno fertile in Italia dopo la sua esperienza carceraria in Russia. La storia sia italiana che europea, ci ha portato grandi avvenimenti tragici per firma anarchica, ma mai contro Forze dell’Ordine o Forze Armate. Nel 1894 l’anarchico Caserio assassinò il presidente francese Carnot; tre anni dopo, toccò a Michele Angiolillo, anarchico pugliese a sparare al primo ministro spagnolo Antonio Canovas; l’anno seguente toccherà a Luigi Luccheni pugnalare l’imperatrice Sissi. Ma sarà Gaetano Bresci, anarchico toscano trapiantato nel New Jersey, a passare alla storia assassinando Re Umberto I di Savoia nel 1900 a Monza. E’ difficile tracciare in modo certo il percorso storico dell’anarchismo e dei suoi riflessi, perché il movimento anarchico ha avuto molti padri: William Godwin, Proudhon, Bakunin, Kropotkin e Stirner. In Italia sicuramente il più influente fu il Malatesta, che venne sopportato da Mussolini e dal Fascismo. L’anarchismo per come lo vedo io, colpisce sempre chi rappresenta il potere. All’inizio erano contro le monarchie e quindi vedevano nella morte di tutti i Re del mondo, il raggiungimento del loro scopo ideologico. Poi con l’avvento delle repubbliche, vedevano come ostacolo al loro ideale i capi di stato e i membri dei governi. Mi viene difficile collocare questo attentato, con una giustificazione plausibile il più possibile per associarla ad una fantomatica matrice anarchica. Ma forse mi sbaglio, o forse i movimenti anarchici italiani d’oggi, non hanno nulla a che fare con quelli del passato.