Ieri c’è stato lo sciopero indetto dalla FNSI, a cui hanno aderito tutte le testate della carta stampata (ad eccezioni dei soliti bifolchi) e dei Media (Radio e Televisione), sia pubblici che privati. Una giornata di silenzio (apparente) per manifestare la contrarietà al D.L. sulle intercettazioni, che limiterà ulteriormente la libertà di stampa e d’informazione in Italia. Ho usato la parola “ulteriormente”, perché in realtà in Italia non si sta per passare da uno status profondamente liberale come avviene nei Paesi anglosassoni e nei Paesi europei del Nord, dove la libertà di stampa e d’informazione è un pilastro della società democratica, ad uno status tirannico di stampo fascista (o se preferite sovietico). No, stiamo per passare da uno status a dir poco “precario” del nostro sistema informativo ad uno ancora peggiore. La colpa di tutto questo è di tutti: è della politica, è degli editori, è dei giornalisti ed è dei lettori, ovvero dei cittadini, i quali non sono mai stati interessati ad avere una buona informazione libera e indipendente, ed è per questo che lo sciopero di ieri non è servito proprio a nulla. Perché agli italiani non interessa leggere o ascoltare le notizie di una testata che loro ritengono imparziale e autonoma, a loro interessa seguire i Media che rappresentano la propria campana. Gli italiani che stanno nel Centro-Destra continueranno a leggere i soliti giornali e guardare i soliti Tg e cosi faranno gli italiani vicini al Centro-Sinistra. I giornalisti e gli editori si adegueranno e confezioneranno ciò che gli italiani vogliono leggere e guardare, e così facendo, continueranno ad accucciarsi a Destra o a Sinistra, come del resto hanno sempre fatto. E in tutto questo, la politica potrà continuare a fare tutto quello che gli pare, in nome degli italiani, a dispetto degli italiani. E’ la normale è consueta catena alimentare dell’Italia repubblicana e nulla ci può far nulla. O meglio, quando gli italiani decideranno di influire nella diffusione dei giornali e dei dati Auditel dei Tg, non per partito preso, ma per principio di libertà, allora anche i giornalisti e gli editori si comporteranno di conseguenza e quel giorno, la politica non potrà più permettersi di fare i suoi porci comodi in nome degli italiani, a dispetto degli italiani.