La casta proprio non ci sta: non sopporta essere stata messa nell’angolo del ring dal popolo sardo e tenta di uscire da quell’anfratto nel quale i referendum l’hanno bloccata. Ma a quanto pare, l’arbitro dell’incontro è dalla sua parte: la casta è all’angolo, ma non ha perso l’incontro, non è andata al tappetto e pare che non ci andrà così velocemente come vorremmo tutti. Il referendum ha abrogato la normativa che regolava le provincie, ma per abrogare l’ente c’è bisogno di una legge, legge che non si farà certo in un paio di giorni, e nel frattempo potrebbe esserci anche l’eventualità che la Regione possa nominare dei commissari (liquidatori) e anche in questo caso i tempi non saranno brevi. Insomma, per vedere realmente abbassare la spesa pubblica, gli sprechi e quant’altro ci vorranno anni, quindi continueremo ad avere otto provincie, ottanta consiglieri regionali strapagati e tutto rimarrà come prima del referendum, almeno fino alle prossime elezioni regionali nel 2014.