I primi ad introdurre un sistema pre-elettivo sono stati i progressisti, introducendo una forma molto artigianale delle Primarie per l’elezione diretta del segretario nazionale e dei segretari regionali del partito democratico. Nel resto del panorama partitico nulla del genere, soprattutto nel Centro-Destra sempre ostile ad una “americanizzazione” della scelta dei candidati alle elezioni. Il PDL ha sempre assunto un sistema di tipo “monarchico” e la nomina a segretario dell’Onorevole Alfano è alquanto emblematico, ma all’interno del Centro-Destra qualcosa sta cambiando, si parla di Primarie vere e ne parlano nella base elettorale e ne parlano alcuni dirigenti nazionali, ultimo dei quali il governatore lombardo Formigoni. Ma introdurre un sistema come le Primarie, bisogna fare i conti con l’attuale sistema elettorale vigente: non si può per esempio scegliere dentro questo sistema pre-elettivo il candidato Premier, per il semplice motivo, che la nostra costituzione non permette l’elezione diretta del Capo del Governo; il secondo problema, è quello che i parlamentari non vengono eletti direttamente o indirettamente dagli elettori. Esiste un sistema proporzionale che non permette di scegliere i propri Deputati e Senatori e quindi un sistema di Primarie, deve essere impostato in base a questa realtà e non ad altre che non possediamo. Quindi lasciando le cose come stanno in questo momento, le Primarie da introdurre sono diverse da quelle americane e persino da quelle pseudo primarie del PD. Innanzi tutto, limitiamoci a discutere delle Primarie a livello nazionale e non di quelle riservate alle elezioni locali (Regionali, Provinciali e Comunali). Dobbiamo fissare alcuni principi di fondo:
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Nei partiti ci si iscrive alle primarie del proprio partito, per diventare candidato parlamentare dello stesso;
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Chi si iscrive alle primarie deve rispettare i requisiti imposti per il corpo elettorale e il corpo eligente dalla costituzione;
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Ci si può iscrivere alle primarie in modo esclusivo: se ci si iscrive nella circoscrizione Sardegna non ci si può iscrivere nella circoscrizione Liguria; chi si iscrive per la Camera dei Deputati, non ci si può iscrivere per il Senato della Repubblica.
Ora bisogna stabilire l’architettura principale delle Primarie. La più idonea e percorribile è la seguente: le primarie si disputano a livello regionale, dove gli elettori, simpatizzanti, regolarmente iscritti per votare nelle primarie, stabiliranno chi saranno i loro candidati deputati e senatori. Ogni regione, quindi, eleggerà un numero variabile di candidati, i quali poi avranno diritto di far parte della Convention Finale. Oltre ai candidati, faranno parte della Convention anche tutti i dirigenti del partito che ricoprono le massime cariche a livello nazionale e locale, e coloro che ricoprono cariche pubbliche (Sindaci, Consiglieri Comunali, Presidenti e Consiglieri di Provincia, Governatore e Consiglieri Regionali, Parlamentari nazionali ed Eurodeputati). Arrivati alla Convention, tutti i delegati dovranno eleggere colui che candidato al parlamento dovrà essere il leader del partito e cioè colui che in caso di vittoria elettorale del partito, sarà il Presidente del Consiglio. I potenziali candidati a diventare leader saranno coloro che nella loro regione durante le primarie, sono stati i più votati e posizionandosi così capolista per la Camera dei Deputati. Quindi, i candidati nella Convention Finale, saranno coloro che capolista nella Camera dei Deputati, saranno sponsorizzati da almeno il 10% dei delegati presenti alla Convention. Supponendo un numero approssimativo di 1.500 delegati alla Convention, saranno accettati all’elezione per la leadership coloro che verranno supportati da almeno 150 dei delegati. Questo deve avvenire entro i 15 giorni successivi del termine delle primarie regionali, dove ogni regione dichiarerà l’endorsement verso il proprio capolista o quello di un’altra regione. Dopo aver dichiarato tale scelta, dovrà pervenire al comitato nazionale del partito, la dichiarazione dei candidati leader, in modo che possano essere conosciuti non solo all’interno del partito, ma anche dalla base del partito. In questa fase, i delegati che accedono direttamente alla Convention senza passare per le Primarie, non sono tenuti a dichiarare il loro voto. Il sistema elettorale alla Convention prevede che uno dei candidati leader, debba raggiungere la maggioranza assoluta dei delegati; nel caso non si raggiunga, ci sarà una seconda votazione dove parteciperanno i due candidati che hanno preso più voti; nel caso anche al ballottaggio nessuno raggiungerà il 51% di voti, oppure entrambi raggiungeranno lo stesso numero di voti, verrà nominato leader colui che ha l’età maggiore rispetto all’altro. Il candidato leader, dovrà inoltre dopo che verrà proclamata l’elezione, che in caso di vittoria alle elezioni politiche, rinuncerà al seggio di Deputato, per esercitare soltanto quella di Presidente del Consiglio.