La Destra italiana torna alla carica: ripropone uno dei suoi tanti cavallini a dondolo e cioè la riforma del sistema giurisdizionale. L’altra volta andò male, questa volta anche. Tutto ciò che riguarda il potere giurisdizionale, terzo potere dello Stato, è inquadrato nella costituzione italiana nel Titolo IV della seconda parte, comprendente ben 13 articoli (dal 101 al 113). Per modificare la costituzione, anche solamente un comma di un articolo servono due votazioni parlamentari e se non raggiungono tali votazioni la maggioranza qualificata (2/3 dei membri), bisognerà girare la questione al popolo italiano tramite referendum. Ora, la maggioranza governativa non può raggiungere in alcun modo i 2/3 dei consensi, quindi dovrà rivolgersi agli italiani, i quali per il 60% sono contrari a tale riforma. Perché continuare ad insistere in questo modo? Chiunque ha il sacrosanto diritto di essere stupido, ma non alle spese dei contribuenti. Anziché passare un intero anno a promulgare una sola legge, il Governo e il Parlamento dovrebbe lasciar perdere certe stronzate, e preoccuparsi di usare meglio il loro tempo, che è pagato con le nostre tasse.
Tempo perso, tasse sprecate.
10 giovedì mar 2011
Posted in Politica Interna, Riforme