Ci risiamo.

Il tenutario di questo diario latita un po’, non per crisi mistiche varie, ma solamenti per seri motivi familiari che mi distolgono quasi completamente nel tenere aggiornato il blog come vorrei, ma ildovere mi chiama, ci sono elezioni alle porte. Fra sette giorni noi sardi dobbiamo eleggere il nuovo governatore con consiglieri inclusi. La scelta è tra il governatore in carica e indagato per affari loschi (P3 e compagnia danzante) e un professore universitario (insomma il Monti in salsa sarda). C’è una novità: la scrittrice Michela Murgia che si presenta con una sua lista,  progressista e indipendentista. È una canditata che fa piacere ascoltare e che contemporaneamente si può raffinare il proprio italianoparlato, e non è male visto la cacofonia cronica dei nostri rappresentanti pubblici. Rubera’ voti alla sinistra ed è per questo che i due maggiori competitor sono testa a testa, altrimenti avremo lacertezza di avere per i prossimi cinque anni l’ assesore di Renato Soru, quindi: tasse, tasse e tasse. Alla fine vincerà il meno peggio, Ugo Cappellacci. Meglio un indagato in casa,  che un esattore alla porta. Buon voto a tutti e Fortza Paris.

L’uomo bianco.

E’ arrivato in città il pontefice Papa Francesco. Non lo abbiamo visto, ma sappiamo che c’è,  sentiamo gli elicotteri girare di continuo sopra le nostre teste; vediamo le auto-gru per la rimozione delle macchine girare di continuo sotto casa per tutto il giorno; vediamo quei strani automezzi che puliscono e lavano le strade; vediamo tutta quella mobilitazione di forze dell’ordine in ogni angolo della città;  assistiamo ad una puntualità svizzera dei mezzi pubblici, ma soprattutto abbiamo  speso oltre mezzo milione di Euro per questa  visita di due giorni dell’uomo vestito di bianco. Li avremo spesi per qualcosa di più importante, ma i nostri soldi è il governatore che decide come, quando e perché spenderli. Ci saremo accontentati di vederlo in televisione e tenerci tutti quei soldi per cose molto più importanti, tanto lunedì mattina, non sentiremo più gli elicotteri svolazzare nei nostri cieli, i mezzi pubblici torneranno ad essere in perenne ritardo, le strade sporche come al solito e delle forze dell’ordine nemmeno l’ombra, soprattutto quando servono, quando è importante la loro presenza.