Pasquetta 2014.

Sono uscito di casa verso le nove e mi sono diretto verso il quartiere Castello, cuore e anima di tutto il centro storico della città.  Mi sono fatto la salita di Buoncammino (a fatica) venendo da Piazza d’Armi. Affaticato ma soddisfatto per il panorama.

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Ho riposato a sufficienza e così sono arrivato alla Caserma Carlo Alberto di Savoia, oggi ospita alloggi delle Guardie carcerarie, uffici della Polizia di Stato e la sede della Procura Militare.

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Si cominciano a vedere gruppi di turisti che guardano, fotografano e bisbigliano inuna babele di lingue straniere, quando arrivo davanti a Porta Cristina, in onore della Principessa Maria Cristina di Savoia, unica di quella famiglia ad essere nata in terra sarda

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Faccio un salto alla cittadella dei musei

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Un tempo ospitava il Regio Arsenale

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Ma nonostante sia un giorno di festa e in città ci sono turisti, i musei sono chiusi, aprono dopo le dieci. Mi dirigo così verso il Duomo e mi fermo per in attimo dante alla Piazzetta Principessa Mafalda

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E mi volto verso la Torre di San Pancrazio.

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Quanto dolore conservano quelle mura.  Vado verso il Duomo, oltrepasso il Palazzo Viceregio

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I fedeli stanno uscendo dalla cattedrale, an ora qualche passo in più e mi trovo davanti alla cappella privata della famiglia Aymerich, una della più note famiglie nobili della Sardegna. La loro cappella è concessa da anni alla comunità ortodossa della nostra città.  Mi sembra volgare scattare una foto. Me ne vado e proseguo lamia passeggiata verso la terrazza Re Umberto I, proseguo per Via Manno e il Corso Vittorio Emauele II. E’ tempo di tornare a casa.

Ci risiamo.

Il tenutario di questo diario latita un po’, non per crisi mistiche varie, ma solamenti per seri motivi familiari che mi distolgono quasi completamente nel tenere aggiornato il blog come vorrei, ma ildovere mi chiama, ci sono elezioni alle porte. Fra sette giorni noi sardi dobbiamo eleggere il nuovo governatore con consiglieri inclusi. La scelta è tra il governatore in carica e indagato per affari loschi (P3 e compagnia danzante) e un professore universitario (insomma il Monti in salsa sarda). C’è una novità: la scrittrice Michela Murgia che si presenta con una sua lista,  progressista e indipendentista. È una canditata che fa piacere ascoltare e che contemporaneamente si può raffinare il proprio italianoparlato, e non è male visto la cacofonia cronica dei nostri rappresentanti pubblici. Rubera’ voti alla sinistra ed è per questo che i due maggiori competitor sono testa a testa, altrimenti avremo lacertezza di avere per i prossimi cinque anni l’ assesore di Renato Soru, quindi: tasse, tasse e tasse. Alla fine vincerà il meno peggio, Ugo Cappellacci. Meglio un indagato in casa,  che un esattore alla porta. Buon voto a tutti e Fortza Paris.