Il Partito Popolare (Centro-Destra) torna a governare la Spagna, dopo otto anni di governo socialista. Al Congresso, sui 350 seggi totali, i Popolari si aggiudicano 186 seggi, contro i 110 dei socialisti e i rimanenti 54 seggi distribuiti a 11 formazioni minori. Al Senato, che è elettivo nonostante la forma monarchica dello Stato, dei 208 seggi a disposizione, 136 vanno ai Popolari, 48 ai Socialisti e 24 a 5 partiti minori. Il Partito Popolare governerà con una tranquilla maggioranza assoluta in entrambi i rami parlamentari. Sarà un governo politico, come tutti i governi spagnoli dal 1978 ad oggi. Nonostante la crisi economica, la forte disoccupazione lasciata dai governi Zapatero, e la forte preoccupazione generale di una Comunità Europea che ha perso una visione d’insieme sul destino del vecchio continente, gli spagnoli non hanno avuto paura di andare ad elezioni anticipate; non hanno avuto perplessità che questa fosse la scelta più giusta, per dare una nuova prospettiva politica, economica e sociale al loro Stato. Questo anche perché, al vertice dello Stato non hanno un presidente della repubblica che si crede un monarca assoluto, ma hanno un Re che fa gli interessi di tutti, senza mai prendere posizioni politiche. La Spagna è molto lontana per noi italiani.
La Spagna è lontana.
21 lunedì nov 2011
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