Bocchinate alla sarda.

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L’Onorevole Bocchino è nell’Isola per appoggiare il candidato FLI alle elezioni comunali di Cagliari, Ignazio Artizzu. Durante un’intervista il numero 2 dei futuristi, ha dichiarato che il Centro-Destra si pentirà amaramente di non aver appoggiato il loro candidato, e che tale scelta decreterà il suicidio politico del Centro-Destra sardo.

Quando i tempi cambiano, ascoltando la propria madre.

La madre del tenutario di questo blog è della classe 1938. Nata sotto il Regno d’Italia, nell’anno delle leggi razziali e dell’entrata in guerra del nostro Paese. Da sempre monarchica, come la sua famiglia. Da sempre cattolica, come la sua famiglia. Da grande è sempre stata fedele alla Democrazia Cristiana nella I Repubblica e in Berlusconi nella Seconda. Oggi a pranzo, il televisore acceso e sintonizzato a Rai2, mandavano il servizio dell’ennesima performance patetica del Premier, a Milano a sostegno di Letizia Moratti per le Comunali del mese prossimo. Mia madre ne uscita con la frase:

Quando si mette così, sta per rifilarci un po’ delle sue ennesime menzogne.

E’ nata improvvisamente una discussione tra lei e mio padre sull’esito delle prossime elezioni politiche e sulla ennesima candidatura di Berlusconi a presidente del consiglio. Mia madre ha detto:

Un uomo che governa per vent’anni in Italia è un dittatore. Che governi con la forza delle elezioni libere o con la forza dell’oppressione, rimane un dittatore.

I tempi cambiano, o stanno per cambiare. Di questo ne sono certo. Non sono certo cosa ci ritroveremo davanti, ma son certo che ci stiamo per liberare di Berlusconi … finalmente.

Meglio questo che niente.

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Oggi in edicola c’è stata una sorpresa. Comprando L’Unione Sarda ho notato subito qualcosa di diverso. Il giornale cagliaritano ha cambiato diverse cose: ha modificato il formato, adesso è identico a quello de La Stampa; ha cambiato il carattere e l’interlinea; la grafica è certamente più gradevole. Risulta un giornale più pulito e ordinato, ma non lo definirei elegante, come lo ha descritto nel suo editoriale il direttore Figus. Mi sarei aspettato qualcosa di più: più coraggio nel spazzare via certe rubriche che personalmente non ho mai gradito in un giornale locale, ma meglio questo cambiamento che lasciare il giornale come era fino a ieri. Adesso mi aspetto che il quotidiano cagliaritano debutti in digitale, così potrò leggerlo tutti i santi giorni con il Kindle, senza pubblicità, senza annunci vari, e senza tutte quelle cose che personalmente non mi affascinano per nulla e mi obbligano ad acquistarlo in edicola giusto la domenica o in occasioni particolari, perché nonostante i cambiamenti fatti oggi, il costo di 1.20 Euro non se li vale. Un’ultima cosa: quella serie di indirizzi di redazioni e di uffici di corrispondenza, sotto l’intestazione in prima pagina potevano levarla.

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