O si fa la secessione, o si muore!!

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Lo Stato Italiano ha accumulato un debito nei confronti della Sardegna pari a 12 Miliardi di Euro. Un debito che fino ad oggi non ha voluto restituire nemmeno in minima parte. Governi di Destra e di Sinistra hanno sempre fatto orecchie di mercante o se preferite hanno fatto gli indiani. Se lo Stato Italiano ci avesse tenuto alla Sardegna, visto che siamo in un periodo economico particolarmente grave, tutte le tasse del nuovo governo, non sarebbero state applicate in Sardegna, dicendo quanto riusciamo a prelevare con l’IMU e tutti gli altri aumenti, in Sardegna? 500 Milioni? 1 Miliardo? Bene, in Sardegna niente IMU e niente aumenti di luce, di gas, di benzina, ed altro. Li scontiamo dal debito che abbiamo con la Regione Sarda, così anziché 12 Miliardi vi dobbiamo 11,5 … 11 Miliardi. Ma allo Stato Italiano, ai governi italiani non è mai fregato nulla della Sardegna, frega qualcosa invece del resto del Meridione, visto che nella giornata di ieri, in poche ore, sono stati messi a disposizione oltre 2 Miliardi di Euro alle regione del Sud: Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia. Questa è la riprova di come la Sardegna non è Italia, non lo è mai stata e mai lo sarà. Alternativa alla secessione della Sardegna dalla repubblica italiana non ne vedo. L’Indipendenza è l’unica strada che ci permetterà di risolvere i nostri problemi, altre strade non ce ne sono.

La dura legge della Legge.

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La casta proprio non ci sta: non sopporta essere stata messa nell’angolo del ring dal popolo sardo e tenta di uscire da quell’anfratto nel quale i referendum l’hanno bloccata. Ma a quanto pare, l’arbitro dell’incontro è dalla sua parte: la casta è all’angolo, ma non ha perso l’incontro, non è andata al tappetto e pare che non ci andrà così velocemente come vorremmo tutti. Il referendum ha abrogato la normativa che regolava le provincie, ma per abrogare l’ente c’è bisogno di una legge, legge che non si farà certo in un paio di giorni, e nel frattempo potrebbe esserci anche l’eventualità che la Regione possa nominare dei commissari (liquidatori) e anche in questo caso i tempi non saranno brevi. Insomma, per vedere realmente abbassare la spesa pubblica, gli sprechi e quant’altro ci vorranno anni, quindi continueremo ad avere otto provincie, ottanta consiglieri regionali strapagati e tutto rimarrà come prima del referendum, almeno fino alle prossime elezioni regionali nel 2014.

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