Non si può nominare Primo Ministro chi è stato socio o lavora per la Goldman & Sachs.
Francesco M. Cossiga
16 mercoledì nov 2011
Posted in Storia
Non si può nominare Primo Ministro chi è stato socio o lavora per la Goldman & Sachs.
Francesco M. Cossiga
19 sabato mar 2011
Posted in Difesa e Sicurezza, Internazionale, Politica Italiana
Mentre a Parigi tutti i capi di governo occidentali decidono di attaccare la Libia, il nostro Capo di Stato continua la sua vacanza in Piemonte.
06 sabato mar 2010
Posted in Cultura Politica, III Repubblica
Anche per chi non ha molta familiarità con i codici delle leggi e persino con la nostra Carta Costituzionale, e non ha mai frequentato la facoltà di Giurisprudenza, è cosciente del fatto che il Presidente della Repubblica è irresponsabile delle azioni svolte durante il suo mandato istituzionale, ad eccezione dei casi di “Attentato alla Costituzione” e di “Alto Tradimento”. Il primo consiste nel commettere un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato; il secondo, invece, si verifica quando il Presidente della Repubblica rivela segreti, specialmente di natura militare, a potenze nemiche. Ora, quando siamo di fronte ad un politico che fa parte dell’Opposizione parlamentare, laureato in Giurisprudenza ed ex Magistrato, che parla di Impeachment per il Presidente Napolitano soltanto perché ha firmato un atto del governo che non si condivide, allora siamo di fronte ad un politico da operetta, anzi da avanspettacolo. E personalmente non ci vedo molta differenza tra coloro che rappresentano l’opposizione politica e coloro che rappresentano la Maggioranza.
31 giovedì dic 2009
Posted in Politica Italiana, Storia
Come avevo previsto, nei circa 15 minuti di noiosa retorica istituzionale, il Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno, non ha fatto alcun cenno al bicentenario della nascita di Cavour e del 2010 come Anno Cavouriano. Poi qualcuno dice che il Presidente è garante dell’identità nazionale.
30 mercoledì gen 2008
Posted in Politica Italiana
Tag
Elezioni Anticipate, Franco Marini, Giorgio Napolitano, Giuliano Amato, Governo Istituzionale, Governo Prodi, Incarico Esplorativo, Politiche 2008, Presidente del Senato, Presidente della Repubblica, Quirinale
Il Capo dello Stato ha terminato ieri le consultazioni con i gruppi politici dell’intero Quadro Istituzionale ed oggi, ha deciso di prendere qualche ora di tempo per decidere cosa fare. Gli addetti ai lavori, dicono e scrivono che il Presidente Napolitano stia pensando a dare un incarico esporativo al Presidente del Senato Franco Marini, oppure a dare l’incarico di formare un nuovo governo al Ministro dell’Interno Giuliano Amato. Se così fosse, la serie di consultazioni avute nei giorni scorsi ha portato ad una constatazione chiara e insindacabile: da una parte c’è l’Opposizione che vuole in modo univoco le elezioni anticipate; dall’altra parte, una Maggioranza che non è in grado di ricucire lo strappo ricevuto in Senato con la sfiducia a Romano Prodi ed il resto della Maggioranza di governo, non ha le idee chiare sul da farsi. Ecco perché le due eventualità: un incarico esplorativo, per cercare di far riavvicinare l’Udeur di Mastella e di rincopattare la Maggioranza per far si che venga approvata una legge elettorale che soddisfi tutto il Centro-Sinistra, che spazzi via l’incubo referendario e che si torni a votare in autunno (Ottobre), cercando di riorganizzare l’Asse progressista e ribaltare i sondaggi che oggi sono tutti a favore del Centro-Destra di Silvio Berlusconi; un incarico di formare il governo a Giuliano Amato, invece vuole significare rincopattare una buona parte della Maggioranza, ma cercando di coprire il buco lasciato da Mastella e da Dini, andando a pescare i numeri indispensabili nell’Opposizione, in cambio di adeguati accomodamenti legislativi (per esempio nella riforma radiotelevisiva), e di accordi per le imminenti nomine negli enti pubblici che dovrebbero essere introdotte nei prossimi mesi (si parla di oltre 600 incarichi nei vertici degli Enti Pubblici), e naturalmente fare una legge elettorale che accontenti tutti, Destra e Sinistra, piccoli e grandi Partiti. La possibilità che il Presidente della Repubblica decida di sciogliere una o entrambe le Camere, si riduce ai minimi termini. Ma stando così le cose, è l’unica cosa intelligente da fare. Andare a votare subito entro il mese di Aprile.