Prima il pasticcio della raccolta firme, poi quello del decreto, e adesso quello del Tar. Il prossimo quale sarà?
Un pasticcio dietro l’altro.
08 lunedì mar 2010
Posted in Regionali 2010
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Prima il pasticcio della raccolta firme, poi quello del decreto, e adesso quello del Tar. Il prossimo quale sarà?
15 venerdì feb 2008
Posted in Elezioni Politiche 2008, Politica Italiana
L’ultima newsletter ricevuta dalla Federazione dei Liberali, mi informa che tre Avvocati: Aldo e Giuseppe Bozzi e Giuseppe Porqueddu, hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i Decreti del Presidente Napolitano, con i quali sono stati convocati i comizi per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della Legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti dei cittadini fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Capo dello Stato. I ricorrenti, sulla scia dei rilievi mossi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n° 15 del 2008 (ammissiva del referendum elettorale), chiedono che il Tar sollevi la questione di costituzionalità della Legge Calderoli con riferimento a tre punti critici:
L’impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati, cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentantività e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (Articol 3 del Protocollo I). L’attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la Legge Acerbo del 1924 e con la successiva Legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il parlamento. L’indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carica di Premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri.
FEDERAZIONE DEI LIBERALI