L’amore la trionferà.

Quindi, adesso che in tutti gli Stati americani (U.S.A.) anche i gay e le lesbiche si potranno  sposare come noi etero, l’amore ha vinto. E’ così che funziona, un pezzo di carta rilasciato da un sindaco o da un suo degno sostituto determina il trionfo dell’amore, senza di quello l’amore è destinato a fallire? Ho un’idea diversa dell’amore, forse è proprio per questo che sono etero, ma soprattutto è per questo che sono single. Felice di essere entrambi le cose, felice e orgoglioso.

Ri-Evoluzione italiana.

I baroni  continuano con le menzogne e continuano a rubare. Continuano a giocare con la pelle del popolo, introducono nuove tasse e aumentano le spese del loro castello pieno di decoro e cultura, come dicono gli stessi baroni. Ma il popolo è allo stremo, muore di fame, di sete, di caldo, di freddo, insomma muore e basta e così il popolo incomincia ad armarsi e si avvicina piano piano alle mura del castello dei baroni. Hanno bastoni, hanno spranghe di ferro, ma hanno soprattutto rabbia, molta rabbia non per la loro sofferenza ma per quella della loro famiglia, delle loro donne e dei loro figli. Fino a quando in mezzo a tutto quella orda di persone in cerca di giustizia e libertà, saltò fuori un giovane nobile di una stirpe decaduta. Dotato di intelligenza, di cultura, di addestramento militare e amato da quel popolo affamato. Quel giovane nobile trasformerà un popolo ridotto alla disperazione, da semplici contadini a guerrieri, liberando così loro e il castello dai tiranni.

Trascrizione più o meno fedele di un antico documento dell’Inghilterra nel tardo MedioEvo. Ma facilmente adattabile alla situazione attuale dell’Italia repubblicana.

Orgogli e pregiudizi.

C’è un ministro in Italia che si vanta di avere la pelle scura. E’ orgoglioso di essere africano di nascita. A Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, dubito che condivideranno che essere nero sia un orgoglio, come non lo è essere bianco o giallo. Non deve essere un orgoglio essere cristiano, ebreo o musulmano o maschio, femmina, transgender, eterosessuale o omosessuale. Ognuno di noi deve essere orgoglioso di essere onesto in un mondo di ladri, di essere capace in un mondo di incapaci, di essere tollerante in un mondo di razzisti. Chiunque sostiene di essere orgoglioso semplicemente per il proprio colore della pelle, evidentemente non può essere orgoglioso per le cose importanti ed è una persona colma di pregiudizi, che non merita nemmeno di ricoprire la carica di consigliere di circoscrizione, figuriamoci se merita di ricoprire la carica di ministro.

Libertà con i se e con i ma.

Con la  definizione Europa Occidentale, intendiamo ben 25 nazioni (Italia inclusa). Secondo il rapporto più aggiornato di Freedom House, in questa parte del vecchio continente, vi sono 23 nazioni totalmente libere per quanto riguarda la libertà di stampa e di informazione e due invece sono classificate come parzialmente libere. Queste due sono Italia (penultima) e Turchia (ultima). La cosa curiosa è che l’Italia è parzialmente libera per quanto riguarda la Stampa, ma è totalmente libera per quanto riguarda Internet. E’ per questo, quindi, che ad ogni nuova legislatura c’è sempre qualcuno che per una scusa o un’altra, tira in ballo Internet e ciò che ne fa parte, per sostenere la necessità di introdurre leggi restrittive a riguardo. Questo qualcuno è ovviamente un politico, non ha importanza di quale schieramento, maggioranza od opposizione. L’ultimo in ordine di arrivo è il presidente della Camera dei Deputati, che ritiene che Internet e tutto ciò che contiene va equiparato al “paese reale” e quindi sottomesso alle leggi applicate al “paese reale”. Parrebbe che qualcuno abbia minacciato su Facebook la signora Boldrini. Ottima scusa per tornare alla carica contro la Rete. Così almeno l’Italia sarà più coerente con se stessa: parzialmente libera la Stampa e parzialmente libera la Rete.

C’era una volta la Francia.

C’era una volta una nazione che scese in piazza e fece una grande rivoluzione in nome dell’uguaglianza. Una rivoluzione in contrasto con quella di un’altra nazione che la fece in nome della libertà. Ma la prima era democratica, credeva nella repubblica e fu fondamentale grazie ai suoi sacrifici, ma soprattutto ai suoi principi giuridici e sociali di determinare la nascita di un’altra grande democrazia per poi prenderà il nome di Stati Uniti d’America. Dalla rivoluzione francese in poi, il popolo francese è sceso spesso per le strade e le piazze delle loro città e sempre in difesa di un diritto sacrosanto. Ieri per la prima volta nella sua storia, la Francia è scesa in piazza per negare un diritto sacrosanto e questo vorrà pur dire qualcosa. Parigi è sempre più lontana, Londra tremendamente vicina.

In Italia.

In Italia è impossibile sapere a quanto ammonta il vitalizio da ex parlamentare del presidente della repubblica. Ma si può leggere in prima pagina, quanto spende un atleta professionista in scommesse lecite presso una tabaccheria parmense.

In Italia non è permesso perseguire dalla magistratura dei parlamentari che hanno commesso reati penali. Ma la magistratura può ordinare di perquisire l’abitazione di un privato cittadino, senza che questo sia iscritto nel registro degli indagati e non sia stato preventivamente ascoltato dai giudici.

In Italia è permesso che molte cariche istituzionali ricevano due, tre, quattro, cinque, etc…, stipendi e pensioni, ma se un cittadino comune ha due redditi, uno di questi glielo decurtano in modo arbitrario.

In Italia è permesso ordinare dei blitz della Guardia di Finanza, nei confronti di artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori, alla cieca, per sorteggio, chi c’è c’è, chi non c’è sono cazzi suoi. Ma non è permesso farli nelle sedi dei sindacati, dei partiti politici, delle fondazioni private, negli studi professionali, ma soprattutto nei confronti dei grandi imprenditori.

In Italia tutto questo si chiama democrazia, si chiama Repubblica Italiana, e domani viene festeggiata a Roma, da tutti coloro che in questi 64 anni non sono mai stati disturbati nel loro operoso, costante e sistematico lavoro, di trattare il popolo italiano come dei servi della gleba.

Colui che scrive in questo blog, come ormai è arcinoto, non avrà nulla da festeggiare nella giornata di domani. Non l’ha mai fatto e mai si sognerà di farlo, almeno fino a quando in Italia ci sarà la democrazia, ovvero la Repubblica Italiana, ergo fino a quanto gli italiani continueranno ad essere trattati come servi della gleba. Nessun diritto, molti doveri e troppi obblighi verso la Stato Italiano.