È colpa dei Media e non del Web.

Fino a quando i Media (radio e tv) continueranno a fare da camera di risonanza del peggio che il web riesce a generare, lo stesso continuerà a tenere il peggio che il mondo reale è stato capace di alimentare in tutti questi anni. È la televisione ad aver generato il net-bullismo. Così come sempre la televisione ha trasformato un movimento politico dal 3% al 25%. Il problema vero è dei Media tradizionali e non di Internet.

Libertà con i se e con i ma.

Con la  definizione Europa Occidentale, intendiamo ben 25 nazioni (Italia inclusa). Secondo il rapporto più aggiornato di Freedom House, in questa parte del vecchio continente, vi sono 23 nazioni totalmente libere per quanto riguarda la libertà di stampa e di informazione e due invece sono classificate come parzialmente libere. Queste due sono Italia (penultima) e Turchia (ultima). La cosa curiosa è che l’Italia è parzialmente libera per quanto riguarda la Stampa, ma è totalmente libera per quanto riguarda Internet. E’ per questo, quindi, che ad ogni nuova legislatura c’è sempre qualcuno che per una scusa o un’altra, tira in ballo Internet e ciò che ne fa parte, per sostenere la necessità di introdurre leggi restrittive a riguardo. Questo qualcuno è ovviamente un politico, non ha importanza di quale schieramento, maggioranza od opposizione. L’ultimo in ordine di arrivo è il presidente della Camera dei Deputati, che ritiene che Internet e tutto ciò che contiene va equiparato al “paese reale” e quindi sottomesso alle leggi applicate al “paese reale”. Parrebbe che qualcuno abbia minacciato su Facebook la signora Boldrini. Ottima scusa per tornare alla carica contro la Rete. Così almeno l’Italia sarà più coerente con se stessa: parzialmente libera la Stampa e parzialmente libera la Rete.

Pluralità a senso unico.

La commissione di vigilanza presieduta da Sergio Zavoli ha sollevato la presenza eccessiva di Silvio Berlusconi nelle reti televisive, sostenendo che il principio di pluralità anche questa volta è stato inatteso. Curioso che venga sollevato questo problema sulla pluralità con Berlusconi, ma non è stato sollevato in questi ultimi mesi, dove le televisioni, le radio e i giornali, non hanno fatto altro che romperci le palle dalla mattina alla sera con le primarie del PD.

Oscar il censore.

Sembrerebbe che Oscar Giannino, ruspante leader del movimento Fermare il Declino, a seguito dell’ostracismo di Bruno Vespa nell’invitarlo a Porta a Porta, abbia deciso di ricordare al decano del giornalismo televisivo, che in caso di successo elettorale, farà di tutto per sbatterlo fuori dalla Rai.